In questo blog troverete articoli riguardanti la psicologia, la spiritualità, la politica, l'orticoltura, la sana alimentazione, insomma tutto cio' che riteniamo possa essere utile al nostro e al vostro cammino evolutivo di consapevolezza su questa terra.
venerdì 9 novembre 2018
Il salto evolutivo dell'umanità
martedì 25 luglio 2017
Prima del risveglio...
mercoledì 19 luglio 2017
mercoledì 16 dicembre 2015
L'esercizio della "testa di ponte" (suggerito da Salvatore Brizzi)
Si tratta di un importante esercizio di presenza dell'IO SONO che serve a risvegliare il monaco guerriero che è in noi. Bastano 15 minuti al giorno, possibilmente sempre alla stessa ora (all'inizio potrebbe essere utile mettere la sveglia). E' un esercizio di presenza, come dicevo, quindi non è necessario assumere una postura meditativa classica (quella, per intenderci, seduti con schiena dritta e mani in grembo), lo si puo' fare anche mentre si stanno facendo altre cose, purchè queste non richiedano troppa concentrazione. Ad esempio non è indicato farlo mentre si sta lavorando al computer, invece è ideale se si sta facendo qualche lavoro fisico ripetitivo, come ad esempio, che so', stirare, lavare i piatti o, ancor meglio, mentre semplicemente si cammina. L'uso della terminologia militare, testa di ponte appunto, non è a caso, infatti richiama volutamente tale pratica. Si tratta cioè di "paracadutare" un soldato, ovvero il nostro Io superiore, oltre le linee nemiche, costituite da questà realtà 3D (che di fatto è, aggiungo io, territorio esclusivo di Satana, il quale lo governa imponendovi le sue basse frequenze). Lo scopo è di spezzare in 2 le linee nemiche in modo che si sentano pressate, attaccate sia di fronte (dal nostro pensare ed agire nel mondo, guidati dalla nostra spesso fragile mente razionale immanente), sia alle spalle, come nella strategia militare appunto. Mentre lo si fa è senz'altro utile ripetere mentalmente o a voce le parole IO SONO. Fatelo mi raccomando, e dopo un po' di tempo sarete sempre piu' presenti e non servirà nemmeno piu' la sveglia, lo farete quotidianamente in automatico. Spero di essere stato sufficentemente chiaro. Buon risveglio e a presto.
Per maggiori dettagli:
Salvatore Brizzi - La via del monaco guerriero (VIDEO)
giovedì 3 dicembre 2015
I 2 SENTIERI MAESTRI: LA CONOSCENZA E L'AMORE
mercoledì 18 novembre 2015
giovedì 12 novembre 2015
"Un altro mondo" - Trailer
Tralier Altro Mondo from Bluma Lab on Vimeo.
Un altro mondo è un film documentario che vuole raccontare la nostra vera forza e chi siamo realmente,
sfidando la visione moderna del mondo e riscoprendo i sistemi di valori delle società
antiche, come quella dei nativi americani. Si tratta di un viaggio che mette in luce come la fisica
quantistica stia riscoprendo le conoscenze degli antichi popoli tribali, di come loro interpretavano
la connessione tra l’uomo e l’universo. Il film dimostra anche scientificamente come
siamo tutti collegati, concetto meglio espresso nel saluto Maya In Lak'ech, che significa “Io sono
un altro te stesso” e dimostra anche quanto sia innaturale il senso di separazione che caratterizza
gran parte del pensiero moderno.
L’uomo sempre di più sta prendendo coscienza del suo posto nell’universo e della sua capacità,
sia come singolo che come collettività, di creare la propria realtà. Siamo convinti che questa
presa di coscienza raccontata nel documentario aprirà le porte a un inedito modo di interpretare
la realtà e stimolerà un nuovo spirito critico sul presente, generando un migliore e più
luminoso domani per le generazioni presenti e future.
martedì 16 settembre 2014
Risveglio nel qui ed ora!
giovedì 26 giugno 2014
Educazione alla Pace Interiore
Prima di riuscire ad eliminare le guerre nel mondo dobbiamo cercare di eliminare quelle dentro di noi; guerre personali che portano sofferenza a noi e agli altri a causa delle forti tensioni mentali: aggressività, paura, ansia, stress, egoismo, gelosia, invidia, odio, insoddisfazione. Poiché ogni nostra azione è guidata da un preciso stato interiore, portando più pace nella nostra mente, possiamo diffondere la pace nel mondo circostante.
La pace è dunque uno stato interiore, e non la si otterrà mai con la soppressione di un qualsivoglia fattore esterno (eserciti, armi...). Le cause della guerra vanno superate prima di tutto dentro di noi. La pace è un risultato, una conseguenza; si ha quando tutte le funzioni e le attività interiori ed esteriori dell'uomo sono perfettamente equilibrate e armonizzate.
LA PACE E' UNO STATO DI COSCIENZA SUPERIORE, non consiste soltanto nel sentirsi bene, calmi e senza preoccupazioni per un momento, ma è qualcosa di molto più profondo e prezioso. E' un'armonia fra tutti gli elementi che costituiscono l'uomo: lo spirito, l'intelletto, il cuore, la volontà e il corpo fisico.
Purtroppo in questo mondo è molto più facile essere agitati e nervosi che calmi e sereni; nella nostra cultura, come dice la Montessori, "manca il concetto stesso della pace", motivo per cui siamo soliti definirla solo in negativo, come "assenza di guerra".
Fin da bambini siamo stati riempiti di migliaia di informazioni, ma nessuno ci ha mai insegnato come essere in pace e vivere serenamente. Abbiamo imparato di tutto, tranne che un metodo per essere soddisfatti e felici. Così la maggior parte di noi cerca per tutta la vita pace e felicità in una persona, nel successo, nei soldi.
Il risultato di questa ricerca volta solo all'esterno è che ogni volta rimaniamo delusi, insoddisfatti. Solo quando decidiamo di guardare dentro di noi per rilassare le tensioni del corpo e della mente, invece di voler continuamente cambiare e controllare gli altri, troviamo vera gratificazione e soddisfazione. Dobbiamo invertire la rotta da ossessiva ricerca di appagamento in futili valori esteriori, a individuare le nostre reali esigenze mediante l'ascolto della voce interiore.
Cerchiamo di non sprecare preziose energie alla ricerca del nostro benessere materiale e prestigio personale, ma utilizziamole per la riscoperta al nostro interno del MAESTRO INTERIORE e mettiamoci in contatto con lui per attingere calma e pace e per comprendere quale sia la nostra vera via.
Un metodo efficace e raccomandato dai Maestri è la pratica quotidiana della meditazione, ovvero dei momenti di centratura in se stessi, di silenzio e di ascolto interiore nei quali la porta del nostro CUORE-CENTRO si apre per mostrarci la nostra vera natura facendoci entrare in contatto con il proprio Sé.
Il Sé è il nostro corpo Spirituale, la scintilla divina in noi, in contatto permanente con l'Uno... è la sede della saggezza, della conoscenza, della capacità di discernimento, della creatività e dell'amore incondizionato. La sua dimensione è infinita come lo spazio, è LA PACE. La nostra vera natura è dunque uno spazio meraviglioso, infinito, di pace, gioia, amore, saggezza, luce bellezza. Non lo percepiamo solo perché le nostre tensioni, del corpo e della mente (paura, stress, ansia, attaccamento, rabbia, egoismo, insoddisfazione) non ce lo permettono.
Come nuvole che oscurano il cielo blu, queste tensioni oscurano ciò che da sempre siamo: LUCE, AMORE, SAGGEZZA. Per far riapparire il sole, per "tornare finalmente a casa" dobbiamo imparare a rilassare queste tensioni, causa della nostra sofferenza, a mollare la loro presa entrando in quello stato mentale, libero da conflitti, ansie e paure, proprio della meditazione.
Il contatto con il proprio Sé, con il sentimento di amore che ne deriva, con il ritrovato senso di identità e sicurezza, fanno sì che migliorino i rapporti con gli altri, aumentando la tolleranza, la cooperazione amichevole, la gentilezza e l'apertura sincera. Si acquista un calore e una morbidezza che si trasmettono agli altri, portando più armonia e pace nelle relazioni.
E' molto importante comprendere che la luce divina splende già ora dentro ognuno di noi, per questo motivo non c'è nulla da raggiungere, ma solo da riscoprire.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è dunque imparare a rilassare gli attriti fisici (stanchezza, debolezza, dolori e contratture muscolari, irrigidimenti) e quelli mentali (insoddisfazione, paura, gelosia, avidità, aggressività, odio, stress, ansia, egoismo). Il vero rilassamento infatti non è solo quello del corpo, ma soprattutto quello che ci libera da quelle fonti di disarmonia che sono la causa di grandi sofferenze per noi e per gli altri.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE vuol dire tirare fuori (da e-ducere, significato etimologico della parola educazione) la nostra vera natura di pace che già ora ci appartiene. La chiave fondamentale è comprendere che la sofferenza dipende dalle nostre tensioni e dalle nostre resistenze a fluire, e che per essere più felici è necessario riconoscerle per poi superarle e "dissolverle". Tentare di cacciarle via o di resistervi è infatti un errore, occorre lasciarle andare, rilassandoci e mollando la presa.
La sofferenza non è comunque una dimensione da rifuggire e da combattere, può essere un grande strumento di crescita e di trasformazione se riusciamo a prendere le distanze da essa e a diventare spettatori del nostro dolore: quando cioè pur vivendolo intensamente non ci facciamo travolgere dal corpo emozionale, ma riusciamo a tenerci ben ancorati al Sé, ringraziando per la prova che ci viene data. Come dice Richard Bach: "Non esiste nulla che sia un problema senza un dono per te nelle mani. Tu cerchi problemi perché hai bisogno dei loro doni".
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE si può paragonare ad un vero e proprio training, quindi sono necessarie una buona motivazione ed una tenace costanza.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è imparare a scegliere i pensieri positivi, quelli cioè che non danneggiano né noi né altri, e lasciare andare quelli negativi che sono causa di conflitti fisici e mentali. Così come non lasciamo entrare in casa nostra qualsiasi persona, allo stesso modo non dobbiamo lasciare entrare nella nostra mente qualsiasi pensiero. Il pensiero è una forza capace sia di creare sia di distruggere e spesso le persone non sanno come usarlo nella maniera migliore, rendendolo così causa di confusione e sofferenza. Non lasciamo la mente a ruota libera ma scegliamo i nostri pensieri.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è imparare a trovare il lato positivo delle cose, persone e situazioni. Ognuno di noi sperimenta lo stesso vissuto in modi diversi: chi ne coglierà il lato migliore sarà colui che riuscirà a vivere più serenamente degli altri, sarà capace di prendere decisioni importanti e abile a destreggiarsi nelle più svariate situazioni. Spesso diamo valutazioni affrettate su ciò che accade, credendo che il nostro giudizio sia l'unico possibile e il più giusto, tuttavia spesso non è così, e perdiamo grandi opportunità solo per non aver saputo cogliere il lato positivo dell'accaduto.
A questo proposito è significativo l'aneddoto delle due rane cadute fortuitamente in un secchio di latte. Una delle due, pessimista, si deprime subito, non riesce a vedere via di uscita e, pensando che avrebbe dovuto patire una lunga agonia, preferisce morire subito, così smette di nuotare e annega.
L'altra, ottimista, coglie invece il lato positivo della situazione constatando che, se dovrà morire, perlomeno non sarà di fame, così viene colta da una grande contentezza e ilarità e si mette a cantare e a ballare. E tanto salta e tanto balla che il latte diventa burro, permettendole di uscire dal secchio e avere salva la vita. Morale: essere ottimisti conviene sempre, anche quando non sappiamo il perché.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è imparare a sorridere. Il sorriso sincero è una vera e propria medicina che ci permette di trovare l'energia e la forza per affrontare ogni situazione nel modo migliore. Sorridiamo di più, agli altri ma anche a noi stessi, usiamo questo strumento di pace.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è imparare ad entrare in contatto con la creatività che c'è dentro ognuno di noi per utilizzarla in modo costruttivo. Diventiamo co-creatori, partecipiamo alla creazione del mondo.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te, per vivere in armonia e nel rispetto di ogni forma di vita. Importantissima legge spirituale di evoluzione, come l'altra "fai sempre del tuo meglio".
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è imparare a cogliere la bellezza nascosta di ogni essere e cosa, del creato, facendo sorgere così una reale attitudine alla comprensione, all'amore e all'amicizia.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è imparare ad avere fiducia in se stessi.
Questo è possibile quando si conoscono le proprie potenzialità e quando si riesce a manifestarle.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è imparare che il vero potere non consiste nella violenza e nell'aggressività, ma nell'amore e nella gentilezza. E' imparare ad usare la forza della gentilezza. La parola GRAZIE è una parola di potere e un'arma migliore dell'aggressività. Con un semplice grazie disarmiamo e smontiamo, invece di cadere nel gioco di chi ci ha provocato.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è imparare a tornare ad essere amici della natura, riconciliandoci con gli elementi che tutto compongono: aria, acqua, terra, fuoco. Comprendiamo e sperimentiamo che siamo un tutt'uno con essi.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è imparare a scegliersi delle mete valide, costruttive, positive e cercare di raggiungerle. Lavorare in base alle nostre capacità per uno scopo nobile e umanitario ci permette di beneficiare gli altri e di sentirci utili, praticando il servizio, strumento di evoluzione raccomandato in tutte le scuole spirituali.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è imparare a svolgere le attività quotidiane con gioia ed entusiasmo provando gratificazione nel riuscire a fare qualsiasi lavoro con una mente in pace. Sperimentiamo che ognuno è al posto giusto nel momento giusto a fare la cosa giusta.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è imparare a cogliere l'attimo, a vivere nel presente e non, come capita spesso, essere continuamente proiettati in un passato ormai concluso o in un futuro che ancora non c'è.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è imparare a riscoprire il guerriero di luce che da sempre è in ognuno di noi, forte e coraggioso, ma umile e gentile. Il guerriero di pace non è chi non fa la guerra, ma chi ha il coraggio di portare armonia in tutto quello che fa, con ogni parola, suono, pensiero, gesto e azione.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è imparare a vivere nella verità, semplicità e amore.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è imparare a voler bene a tutti, realizzando che " come una sorgente d'acqua non ha bisogno di acqua, una sorgente d'amore non ha bisogno d'amore"; diventiamo sorgenti d'amore e da noi sgorgherà la PACE.
EDUCAZIONE ALLA PACE INTERIORE è imparare che la felicità non si trova solo nei soldi, nel successo, in una bella automobile, nei vestiti alla moda, nel titolo di studio, in una persona… ma solamente DENTRO DI NOI. Educando la nostra mente alla pace riusciremo ad eliminare l'insoddisfazione ed ogni altra tensione e finalmente riusciremo veramente a vivere pienamente.
UN METODO IMPORTANTE
Un metodo importante per perseguire la pace interiore è cercare di portare armonia in tutto ciò che facciamo, e di creare armonia con ogni nostro movimento, suono-parola e pensiero. Proviamo a pensare: di solito siamo consapevoli del movimento del nostro corpo oppure inseriamo il pilota automatico? Quando parliamo, la nostra voce è piacevole o emettiamo suoni fastidiosi? E i nostri pensieri sono confusi, assillanti e incontrollabili, oppure chiari, utili e costruttivi?
Il corpo è un sistema di energia come lo sono la voce e il pensiero.
Questi sistemi sono interconnessi e strettamente comunicanti e si influenzano a vicenda. Corpo, parola e pensiero sono la stessa energia che vibra a frequenze diverse. Portando armonia anche in uno solo di questi sistemi sarà possibile influenzare positivamente anche gli altri. Per fare ciò è necessario contattare l'energia creativa che c'è dentro ognuno di noi. Non possiamo comprare l'armonia che ci serve al supermercato o elemosinarla da qualcuno, ma dobbiamo crearla noi stessi.
Il fatto è che continuamente dimentichiamo la nostra sorgente divina di energia creativa; la vita è creazione e per vivere veramente dobbiamo imparare e creare la nostra vita consapevolmente, portando armonia in ogni movimento, suono e pensiero.
Quando un artista crea è felice, ma il suo creare si limita all'opera d'arte del momento e non a tutta la sua vita. Noi dobbiamo far sì che la nostra vita stessa sia la nostra opera d'arte, creandola con armonia in ogni istante attraverso i nostri movimenti, parole e pensieri.
Iniziamo col creare gesti armoniosi e piacevoli muovendoci un po' più lentamente del solito, e cerchiamo di percepire il nostro corpo nella sua interezza. Ci accorgeremo di quanto sia piacevole essere consapevoli di avere un corpo che esegue ogni movimento con armonia. Da quanto tempo non siamo più presenti nel nostro corpo?
Una volta che siamo diventati consapevoli del movimento del corpo a livello fisico, sarà più facile esserlo anche di quello verbale e successivamente del pensiero. In questo modo la nostra mente sarà sempre più attratta verso l'attimo presente. Ricordiamoci che la vita può essere vera solo nell'attimo presente!
Alleniamoci anche ad ascoltare il suono delle nostre parole per renderlo sempre più armonioso. Il suono è un'energia potente che può essere armonica o disarmonica. Quando creiamo suoni armonici, l'equilibrio si trasmette anche agli altri sistemi: corpo e pensiero.
Infine esercitarci alla pace interiore non deve essere un lavoro faticoso, ma un gioco piacevole e divertente. Dobbiamo giocare con la nostra mente, ridere e gioire di tutto ciò che facciamo. Se non impariamo a divertirci, scoprendo la forza infinita del nostro sorriso, tutto diventa un lavoro pesante, anche la via della pace. Regaliamoci di tanto in tanto un sorriso e doniamolo anche agli altri: questo cambierà l'energia triste che magari c'è in noi in energia di gioia.
Se creiamo ogni movimento bello e piacevole, ogni suono armonico, ogni pensiero positivo e sorridiamo alla vita, percepiremo una sensazione piacevole, immediata e diffusa che ci permetterà di vedere sempre più chiaramente il sentiero della luce e della pace.
Fonte
domenica 22 giugno 2014
L’esperienza Akashica – Leggere il campo di memoria e informazione del Cosmo
L’esperienza akashica.
Ciò che per Sheldrake funziona al livello dei sistemi viventi si allarga con l’indagine di Laszlo al micro e macrocosmo ovvero a tutto il campo cosmico – quantistico, o campo unificato, che nel trasmettere e conservare informazioni si dimostra sorprendentemente simile all’antico concetto di Akasha, i cui “annali” sono la registrazione duratura di tutto ciò che accade ed è mai accaduto nell’universo intero.
L’universo non è composto soltanto di materia che obbedisce alle classiche leggi meccaniche di causa ed effetto in uno spazio vuoto e passivo.
Negli ultimi anni sono state fatte molte scoperte sorprendenti.
Gli scienziati più avanzati di oggi vedono nell’universo incredibili relazioni quantiche generali: ogni particella che abbia assunto lo stesso stato quantico di un’altra resta collegata a quest’ultima in maniera non-locale.
Sembra che a livello cosmologico esistano gli stessi collegamenti sottili, di là dallo spazio e del tempo, osservati in campo quantico.
Legami altrettanto sorprendenti emergono all’interno degli organismi viventi e tra l’organismo e il suo ambiente.
“Connessioni transpersonali” collegano la consapevolezza degli individui alla consapevolezza e al corpo di altre persone, a prescindere dal tempo e dalla distanza.
La nuova realtà.
La “nonlocalità” dei quanti, la coerenza del cosmo, la connessione istantanea tra organismi e ambienti, e i legami transpersonali tra la consapevolezza di diversi esseri umani, ci dicono tutti che non esistono soltanto configurazioni di materia ed energia evolventisi nello spazio-tempo, ma anche elementi più sottili: le informazioni. Queste ultime connettono tutte le entità nello spazio e nel tempo, anzi le connettono attraverso lo spazio e il tempo.
Come avevano supposto molti scienziati all’avanguardia – tra cui Nicolas Tesla, David Bohm e più recentemente Harold Puthoff – le interazioni nel campo della natura e della mente sono mediate da un fondamentale campo d’informazioni presente nell’universo.
Già agli inizi del ventesimo secolo Nikola Tesla, padre della moderna tecnologia delle comunicazioni, parlava di un “medium originale” che riempiva lo spazio, paragonandolo all’Akasha, l’etere portatore di luce. Nel suo articolo inedito del 1907, “La più grande conquista dell’uomo”, egli scriveva che questo medium originale, una sorta di campo di forze, diventava materia quando il Prana – l’energia cosmica – agiva su di esso, mentre quando l’azione cessava, la materia svaniva e avveniva il ritorno all’Akasha. Poiché questo medium riempiva tutto lo spazio, ogni cosa che accadeva nello spazio poteva essere riferita a esso.
Lo spazio curvo proposto da Einstein, sosteneva Tesla, non era la risposta.
Tuttavia, alla fine del primo decennio del ventesimo secolo, i fisici adottarono il quadridimensionale spazio-tempo matematico di Einstein – con l’eccezione di pochi teorici anticonformisti – rifiutandosi di prendere in considerazione qualsiasi idea di etere, medium o campo di forze che riempiva lo spazio.
L’ipotesi di Tesla cadde in discredito e fu abbandonata.
Oggi è tornata a nuova vita. Bohm, Puthoff, Stapp e un piccolo, ma crescente, gruppo di scienziati hanno riscoperto il ruolo delle informazioni nella natura, localizzando il campo di informazioni della natura nel vuoto quantistico, quel “mare di energia” molto discusso, e poco compreso, che riempie lo spazio cosmico.
Secondo l’astronauta dell’Apollo Edgar Mitchell, le informazioni fanno parte della sostanza stessa dell’universo: sono parte di una “diade” di cui l’altra metà è l’energia. Le informazioni sono presenti ovunque e sono esistite sin dalla nascita dell’universo.
Il vuoto quantistico, diceva Mitchell, è il meccanismo olografico di informazioni che registra le esperienze storiche della materia. In che modo il vuoto quantistico può trasmettere “l’esperienza storica della materia”?
La risposta a questa domanda, apparentemente complessa, può essere esemplificata da una semplice metafora.
Consideriamo le interconnessioni create dal mare. Una veloce riflessione è sufficiente per capire che le onde che si propagano nel mare producono un legame reale, benché temporaneo, tra le navi, i pesci e altri oggetti che le hanno create.
Quando una nave solca il mare, sulla sua scia si formano delle onde.
Tali onde hanno effetti sul moto di altre navi (come ha drammaticamente imparato chiunque si sia trovato a pilotare una piccola barca accanto a un transatlantico). Le navi profondamente immerse nel mare esercitano effetti non solo alla superficie, ma anche sopra e sotto di essa.
Un sottomarino, per esempio, crea onde di superficie che si propagano in ogni direzione. Un altro sottomarino – e ogni pesce, balena od oggetto sui mari – è esposto a queste onde e quindi in un certo senso plasmato, “in-formato” da esse. Allo stesso modo, un secondo sottomarino “crea onde” che influenzano, “in-formano”, il primo sottomarino e tutte le altre entità in quel tratto di mare.
Quando molte cose si muovono simultaneamente sul mare, o in qualsiasi medium plastico, quest’ultimo si modula, ovvero si riempie di onde che interferiscono l’una con l’altra. Questo è ciò che accade quando molte navi percorrono la superficie del mare. Se guardiamo il mare dall’alto (da una scogliera o un aeroplano), in un giorno calmo, potremmo vedere le tracce di navi passate in quelle acque anche varie ore prima.
Potremmo anche vedere che queste tracce si intersecano creando complicati disegni. La modulazione della superficie marina creata dalle navi che la disturbano contiene informazioni sulle navi che hanno creato tale disturbo.
Tutto ciò ha applicazioni pratiche: è possibile dedurre l’ubicazione, la velocità e persino la stazza delle navi, analizzando i modelli d’interferenza delle onde.
Quando onde più recenti si sovrappongono ad altre più vecchie, il mare diventa più modulato, ovvero contiene un numero maggiore d’informazioni.
Nei giorni calmi, la sua superficie resta modulata per ore, talvolta per giorni. I modelli ondulatori che persistono sono il ricordo delle navi che hanno attraversato quel tratto di mare. Se il vento, la gravità e le linee costiere non cancellassero queste forme, questi ricordi resterebbero all’infinito. Invece, per l’azione del vento, della gravità e delle linee costiere, prima o poi la memoria del mare si cancella.
Il mare è una buona analogia del campo cosmico alla base di tutto lo spazio-tempo: il campo unificato. Il campo unificato è il concetto integrale del vuoto quantistico, emergente dalle ultime teorie grand-unificate e super grand-unificate. Si tratta del campo che include non solo le misteriose energie del punto zero, ma anche tutte le forze e i campi della natura.
Ogni oggetto nello spazio e nel tempo emette radiazioni, e le radiazioni emesse si propagano (o, per dirla con i fisici, “disturbano il livello base”) nel campo cosmico che le contiene.
Le onde emesse dagli oggetti si propagano nel campo unificato, creando modelli complessi d’interferenze. Tali modelli, come quelli d’interferenza di due raggi laser nei comuni ologrammi, contengono informazioni. Quando le onde s’incontrano, le informazioni in esse contenute non si sovrascrivono, in quanto le onde si sovrappongono l’una all’altra.
Come in un ologramma, le informazioni contenute dalle onde sovrapposte sono presenti in tutto il medium di registrazione, il quale nel caso del campo unificato si espande in tutto lo spazio cosmico. Dunque, il campo unificato trasporta informazioni, ovvero connette tutte le cose tra loro.
William James, il padre della psicologia americana, percepiva tali interconnessioni. Egli scrisse: “Dalla mia esperienza… emerge dogmaticamente una conclusione… che noi, con le nostre vite, siamo come isole nel mare, o alberi nella foresta. L’acero sussurra al pino con le sue foglie, e viceversa…
Inoltre, gli alberi intrecciano le radici nell’oscurità sotterranea e le isole si saldano tra loro nei fondali oceanici. Allo stesso modo, esiste un continuum di consapevolezza cosmica, contro la quale la nostra individualità non erige altro che recinzioni temporanee e in cui le nostre menti si tuffano come in un mare materno o in un serbatoio…”.
La scoperta che il campo unificato non è soltanto un campo superdenso di energie incessantemente fluttuanti, ma anche un campo cosmico d’informazioni, richiama alla mente l’antico concetto di Akasha.
Nella filosofia indiana, con questo termine (che originariamente significava “radiazione” o “brillantezza”) si indicava il primo e più importante dei cinque elementi (gli altri erano vata, aria; agni, fuoco; ap, acqua; prithivi, terra). Akasha contiene le proprietà di tutti i cinque elementi: è l’utero da cui è emerso tutto ciò che percepiamo con i nostri sensi e nel quale ogni cosa alla fine tornerà. “Il registro akashico” (o “cronaca akashica”) costituisce la registrazione duratura di tutto ciò che accade ed è mai accaduto nell’universo intero.
Nei miei libri e studi recenti ho evidenziato come il campo unificato che trasmette e conserva informazioni sia sorprendentemente simile all’antico concetto di Akasha, e quindi meriti la definizione di campo akashico (campo-A, per brevità).
Il campo-A, a mio parere, è il più fondamentale dei campi fondamentali della natura, implicando il campo-G (il campo gravitazionale), il campo EM (il campo elettromagnetico) e i campi nucleare e quantistico.
Il campo-A non è un’astrazione teorica, ma una realtà fisica. Di più, è una realtà di cui si può fare esperienza diretta. Il nostro cervello è capace di ricevere le informazioni trasmesse dalle onde che si intersecano tra loro nel campo unificato, il Campo Akashico cosmico.
La mia esperienza del campo-A.
Molte persone hanno avuto, e stanno avendo, esperienza diretta di questo campo: si tratta delle cosiddette “esperienze akashiche”. Nel mio ultimo libro (The Akasha experience: Science and the Cosmic Memory Field. Inner Traditions, Marzo 2009) riporto venti resoconti di prima mano da parte di scienziati, studiosi e artisti noti e stimati, sulle esperienze akashiche che hanno trasformato la loro mente e la loro vita.
Tali resoconti sono seguiti da uno studio dei processi fisici che rendono possibili queste esperienze “extra-sensoriali”. Di seguito illustrerò brevemente alcune delle mie “esperienze akashiche”.
Le mie esperienze del campo-A, pur meno sensazionali e incredibili di quelle di tante altre persone, sono state – e continuano a essere – costanti e notevolmente illuminanti.
Cominciai ad avere esperienze akashiche prima dei trenta anni, quando facevo il pianista professionista. Mentre suonavo, la mia mente era libera di esplorare tutto ciò che affiorava alla coscienza. Le visioni spontanee arrivavano ogni tanto mentre mi esercitavo a casa, ma più spesso quando suonavo in pubblico.
È però dagli anni Settanta, da quando cioè ho cominciato a studiare sistematicamente la natura fondamentale della realtà, che le mie esperienze akashiche hanno cominciato a riguardare le questioni che occupavano la mia mente.
Alcune idee che fluivano spontaneamente nella mia consapevolezza confermavano quanto stavo pensando, mentre altre mi davano la sensazione che nei miei ragionamenti c’era qualcosa di sbagliato. Altre ancora costituivano idee nuove, punti di vista inediti su questioni delle quali mi stavo occupando.
Gradualmente, anno dopo anno, le idee che sembravano giuste e vere andarono a formare una nuova concezione del mondo. Era la concezione di un mondo organico e dinamico, in cui ogni cosa era collegata con le altre e tutto si evolveva verso forme di complessità, armonia e integrità più elevate.
Le esperienze akashiche che cominciarono circa cinquanta anni fa suonando il pianoforte sono continuate per tutti questi anni, e tuttora avvengono. Purtroppo di questi tempi suono raramente il pianoforte e le mie giornate sono riempite da altre attività, ma ci sono ancora momenti in cui accedo a quello stato calmo e contemplativo che genera un flusso spontaneo di idee.
Nel cosiddetto stato “del sogno bianco” che precede il risveglio completo, un riesame dei problemi che hanno occupato la mia mente durante il giorno può farmi intuire che alcune delle mie teorie e ipotesi sono corrette, mentre altre no. Inoltre, compaiono idee nuove che suggeriscono soluzioni originali ai problemi sui quali mi sto interrogando. Ma la sensazione che la realtà sia un tutto organico in dinamica evoluzione non è mai cambiata né diminuita.
Nel presente articolo non posso elencare tutte le idee che ho avuto in questo modo intuitivo: ne menzionerò solo alcune che mi sembrano particolarmente importanti.
(tratto da Scienza e Conoscenza N°27).
Fonte


