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domenica 28 giugno 2015
martedì 1 luglio 2014
Come uscire dalla dipendenza del denaro?
Qualche utile consiglio.
Come uscire dalla dipendenza del denaro?
Ho sempre ritenuto bizzarro il tema denaro, un po' come il riconoscimento di sé, di chi siamo: viviamo spesso abitudinariamente nella società che ci viene offerta/imposta, pensando che sia normale, senza mai porci quelle domande esistenziali che portano inevitabilmente a chiedersi: che senso ha tutto questo? Cos’è la vita? Chi sono io?
Perché accomuno questo con il tema denaro?
Beh, miliardi di persone cercano in ogni modo di sopravvivere procurandosi denaro, mentre altri corrono come matti per cercare di accumularne sempre di più, ma nel 90% dei casi quando chiedo alle persone cosa è il denaro, rispondono in maniera errata. E’ un paradosso che fa ridere, tutti ne parlano, coinvolge la vita di tutti in un modo o nell’altro, il suo significato all’interno dell’economia viene dato per scontato, quando in realtà non lo è.
La maggior parte della gente non sa cosa è il denaro e di conseguenza è succube dell’impiego che viene esercitato tramite di esso da una cerchia ristretta di persone che lo creano dal nulla e lo manovrano a loro piacimento da tanto, tanto tempo.
Non è forse bizzarro? Viene toccato, scambiato, cercato e procurato da quasi ogni persona su questo pianeta tutti i giorni e il 90% (forse di più) della gente non sa cosa è, e che ruolo ha all’interno dell’economia. Va da sé che il primo passo fondamentale è comprendere la natura del denaro e lo scopo che ha nella società attuale.
Partendo dal fatto che ciò di cui abbiamo bisogno per vivere sono beni e servizi, il denaro è un mezzo di semplificazione per lo scambio di beni e servizi. E’ un concetto mentale, una valuta a cui attribuiamo un valore e che accettiamo in quanto consapevoli di poterla scambiare nuovamente con beni e servizi di cui abbiamo necessità.
Nel baratto ad esempio lo scambio è diretto, senza alcun mezzo di semplificazione. Questo sistema è però poco funzionale per il sistema economico attuale, perché rende difficilmente quantificabile ad esempio per un coltivatore valutare quanti pomodori servono per comprare un trattore, quando il venditore del trattore non ha bisogno di così tanti pomodori. Nasce così l’esigenza di un mezzo di semplificazione per lo scambio, un concetto mentale a cui appunto attribuiamo un determinato valore che poi viene trasferito su un metallo come oro ed argento, su un pezzo di carta o addirittura con un numero su un monitor di un computer. Niente di più, niente di meno.
Come potremmo gestire questo mezzo di semplificazione dello scambio affinché sia sostenibile e funzionale per la società?
Semplice, lo stato di cui il popolo è sovrano, dovrebbe erogare moneta solo a corrispettivo dei beni prodotti e dei servizi svolti, coprendoli mediante il parallelo incremento della ricchezza reale che riceve in cambio, per cui il potere di acquisto del denaro rimane invariato, dato il parallelo incremento del denaro e della ricchezza reale. In questo modo non esisterebbero debito pubblico, inflazione e tasse.
Cosa è successo però?
L’emissione del mezzo di semplificazione per lo scambio è stato regolato e manovrato nel tempo da un piccolo gruppo di banchieri, ovvero dei falsari che tramite politici e magistrati corrotti hanno creato delle leggi affinché diventassero proprietari delle banche centrali e fossero loro gli unici ha poterlo creare dal nulla (al costo dell’inchiostro e della carta) emettendolo a debito verso gli stati, ovvero con un interesse che non può essere restituito in quanto non presente sul mercato.
Ad esempio, io sono il proprietario di una banca centrale ed emetto per la prima volta al mio piccolo popolo di 10 persone 1000 euro, suddiviso in 100 euro a testa, applicando sopra un interesse annuale dell’1%. Ciò significa che l’anno successivo dovrebbero riportarmi 101 euro a testa. Adesso sorge una domanda spontanea: come fanno a riportarmi in totale 1010 euro se sul mercato ne sono presenti solo 1000? Semplice, si crea un “debito pubblico” di 10 euro su soldi che non esistono, che per i proprietari delle banche centrali è invece un credito. Lo stato dovrà chiedere a breve nuovamente denaro in prestito per coprire i debiti creati in maniera fittizia, denaro che nuovamente verrà erogato con interesse, creando un sistema che va fino all’infinito, un cane che si morde la coda insomma. Non a caso attualmente ogni stato ha debito pubblico e ci sono più di 60 trilioni di dollari di debito nel mondo verso nessuno, o meglio, verso i falsari proprietari delle banche centrali.
Da questo sistema nascono di conseguenza l’inflazione, le tasse e tutti quei prodotti finanziari che servono ad oscurare il più possibile questa truffa a danno delle persone. In questo modo questi proprietari bancari (Rothschild, Rockfeller e Morgan in primis) diventano i proprietari di beni e risorse primarie del pianeta tramite debiti non pagati da stati, aziende e persone, utilizzando le banche centrali a danno degli stati e le multinazionali di loro proprietà a danno delle aziende, per comprarle o distruggerle.
Questo è ciò che sta succedendo con la famigerata “globalizzazione”, grazie al gentile aiuto di politici e magistrati al loro servizio. In questo modo loro diventano i “proprietari” di beni e risorse che realmente sono necessarie per la nostra sopravvivenza.
La causa di tutto ciò è in primis la nostra ignoranza collettiva che non solo permette a loro tutto questo, ma li supporta in concetti truffaldini come tasse, debito pubblico, ecc. Quante volte ho sentito dire che il problema dell’Italia sono gli evasori fiscali; viene realmente da riderci su. Tutto questo succede a causa di una programma mondiale di disinformazione esercitata dagli apparati educativi e dai mass media in combutta con il piano di controllo planetario da parte di questa piccola cerchia di banchieri. Avete mai sentito parlare di signoraggio in televisione, a scuola o all’università? E’ un fenomeno veramente raro.
Adesso arriviamo al punto! Come uscire dalla dipendenza della moneta?
Non possiamo uscirci individualmente. La base di ogni economia è l’interdipendenza dell’essere umano nello scambio di beni e servizi necessari per il nostro approvvigionamento e vivere quotidiano.
Questo non significa che bisogna aspettare che siano le istituzioni o un partito politico a farci uscire, anche perché potremmo probabilmente aspettare un cambiamento che non arriva mai fino a chiudere definitivamente i nostri occhi. E’ necessario un gruppo di persone con lo stesso intento, con la stessa idea di vita più sostenibile ed armonica con la natura che ci circonda.
E’ stato creato un sistema che porta le persone al sentirsi separate le une dalle altre, separate dagli animali, dagli alberi, dalle forme di vita che abitano come noi in questo pianeta. Attualmente ci ritroviamo a vivere in una società che trasforma il futile in indispensabile e l’indispensabile in futile. Adesso è più importante far crescere il PIL di un paese che salvaguardare l’acqua, la terra e le foreste che ci forniscono ciò che realmente abbiamo bisogno per vivere.
La gente viene portata fin dall’istruzione primaria lontana da se stessa attraverso un protocollo di regole societarie, fino ad essere schiave di questo sistema creato dalle stesse persone che controllano il denaro e che a loro volta sono vittime di se stesse, ovvero di una vita dominata dalla paura e dalla mancanza, forse non materiale ma sicuramente esistenziale.
Uscire da questo gioco è facile e difficile allo stesso tempo. Facile dal punto di vista strutturale: è necessario trovare un gruppo di persone che la vede come te e che vuole crearsi una realtà sostenibile ed armonica, in cui i beni primari alimentari ed energetici vengono prodotti in maniera indipendente dal sistema, scambiando tali beni e servizi con un mezzo di semplificazione equo e sostenibile per tutti, riportando il denaro o cosa per esso al proprio significato originario: un semplice mezzo per facilitare lo scambio. Con le persone giuste e un po' di sano e divertente lavoro è un obbiettivo non difficilmente raggiungibile a livello di piccoli gruppi.
Ci sono molti eco-villaggi ad esempio che stanno pian piano dirigendosi verso questa realtà.
Difficile a livello umano, almeno per lo stato di consapevolezza attuale dell’essere umano. Le relazioni umane sono spesso difficili in ambienti societari convenzionali come in eco-villaggi con un’idea di sostenibilità più ampia.
Forse è nella natura dell’essere umano trovare l’armonia tramite il conflitto, ma spesso molti bei progetti “falliscono” miseramente proprio a causa dei conflitti che si instaurano fra le persone: gelosia, mancanza di riconoscenza, potere, ecc.
(ndr - L'unica possibilità di riuscita è quella di essere Cristiani nati di nuovo e guidati dallo Spirito Santo)
Tornando al tema denaro come mezzo di scambio, condivido con voi cinque principi fondamentali che ho appreso nella mia esperienza di vita, che forse possono in qualche modo aiutarvi:
1. Il denaro è energia, è una semplice forma di scambio energetico come il baratto e l’amore, non è un qualcosa di statico e solido che puoi ottenere solo mediante i metodi convenzionali offerti dalla società, come ad esempio la propria attività lavorativa. Esso può arrivare in qualsiasi sorprendente occasione attraverso le più disparate possibilità.
2. Quando sei sicuro che devi fare una cosa, il denaro necessario o la situazione ideale per farla arriva sempre. La vita va oltre il concetto del denaro o di una valuta che funge per esso.
3. Non usare il denaro come una scusa per non fare una cosa, se quella cosa la vuoi fare veramente, la fai. Anche la creatività dell’essere umano va oltre il concetto del denaro.
4. Sei tu la sorgente del denaro, è difficile da spiegare, ma basta questo per comprendere che esso non può essere un problema, ma un’altra forma di abbondanza.
5. In ogni caso, se proprio il denaro non fa per te ricorda che ci sono altre forme di scambio come il baratto e l’amore. Per baratto non s’intende solo lo scambio di beni ma anche di servizi, come il lavoro appunto.
L’amore invece è tutta un’altra storia, ad esempio: quando un tuo caro è in ospedale non ti passa neanche per la mente di chiedergli del denaro per assisterlo giorno e notte, ecco questo è amore. Se per qualsiasi ragione tu fossi impossibilitato nell’assisterlo e il tuo caro avesse solo te come persona cara, è normale che dovresti pagare qualcuno che lo assista. Come cambiano velocemente le cose quando c’è o non c’è l’amore. Se ogni persona facesse ciò che ama non esisterebbe più il denaro, ma solo l’amore.
Per ora vedere un mondo che si scambia amore può apparire un sogno, ma tornando al denaro, per ora sognare non “costa” niente… e forse se ti guardi attorno riesci già vedere lo scambio di amore in tutto ciò che c’è, anche nell’apparente dramma, nell’apparente negativo. E’ proprio questo il bello della vita, e per questo vale la pena viverla: è al di sopra di ogni concetto mentale, incluso quello di un “me” e un “te”.
(Estratto da: dionidream.com)
Come uscire dalla dipendenza del denaro?
Ho sempre ritenuto bizzarro il tema denaro, un po' come il riconoscimento di sé, di chi siamo: viviamo spesso abitudinariamente nella società che ci viene offerta/imposta, pensando che sia normale, senza mai porci quelle domande esistenziali che portano inevitabilmente a chiedersi: che senso ha tutto questo? Cos’è la vita? Chi sono io?
Perché accomuno questo con il tema denaro?
Beh, miliardi di persone cercano in ogni modo di sopravvivere procurandosi denaro, mentre altri corrono come matti per cercare di accumularne sempre di più, ma nel 90% dei casi quando chiedo alle persone cosa è il denaro, rispondono in maniera errata. E’ un paradosso che fa ridere, tutti ne parlano, coinvolge la vita di tutti in un modo o nell’altro, il suo significato all’interno dell’economia viene dato per scontato, quando in realtà non lo è.
La maggior parte della gente non sa cosa è il denaro e di conseguenza è succube dell’impiego che viene esercitato tramite di esso da una cerchia ristretta di persone che lo creano dal nulla e lo manovrano a loro piacimento da tanto, tanto tempo.
Non è forse bizzarro? Viene toccato, scambiato, cercato e procurato da quasi ogni persona su questo pianeta tutti i giorni e il 90% (forse di più) della gente non sa cosa è, e che ruolo ha all’interno dell’economia. Va da sé che il primo passo fondamentale è comprendere la natura del denaro e lo scopo che ha nella società attuale.
Partendo dal fatto che ciò di cui abbiamo bisogno per vivere sono beni e servizi, il denaro è un mezzo di semplificazione per lo scambio di beni e servizi. E’ un concetto mentale, una valuta a cui attribuiamo un valore e che accettiamo in quanto consapevoli di poterla scambiare nuovamente con beni e servizi di cui abbiamo necessità.
Nel baratto ad esempio lo scambio è diretto, senza alcun mezzo di semplificazione. Questo sistema è però poco funzionale per il sistema economico attuale, perché rende difficilmente quantificabile ad esempio per un coltivatore valutare quanti pomodori servono per comprare un trattore, quando il venditore del trattore non ha bisogno di così tanti pomodori. Nasce così l’esigenza di un mezzo di semplificazione per lo scambio, un concetto mentale a cui appunto attribuiamo un determinato valore che poi viene trasferito su un metallo come oro ed argento, su un pezzo di carta o addirittura con un numero su un monitor di un computer. Niente di più, niente di meno.
Come potremmo gestire questo mezzo di semplificazione dello scambio affinché sia sostenibile e funzionale per la società?
Semplice, lo stato di cui il popolo è sovrano, dovrebbe erogare moneta solo a corrispettivo dei beni prodotti e dei servizi svolti, coprendoli mediante il parallelo incremento della ricchezza reale che riceve in cambio, per cui il potere di acquisto del denaro rimane invariato, dato il parallelo incremento del denaro e della ricchezza reale. In questo modo non esisterebbero debito pubblico, inflazione e tasse.
Cosa è successo però?
L’emissione del mezzo di semplificazione per lo scambio è stato regolato e manovrato nel tempo da un piccolo gruppo di banchieri, ovvero dei falsari che tramite politici e magistrati corrotti hanno creato delle leggi affinché diventassero proprietari delle banche centrali e fossero loro gli unici ha poterlo creare dal nulla (al costo dell’inchiostro e della carta) emettendolo a debito verso gli stati, ovvero con un interesse che non può essere restituito in quanto non presente sul mercato.
Ad esempio, io sono il proprietario di una banca centrale ed emetto per la prima volta al mio piccolo popolo di 10 persone 1000 euro, suddiviso in 100 euro a testa, applicando sopra un interesse annuale dell’1%. Ciò significa che l’anno successivo dovrebbero riportarmi 101 euro a testa. Adesso sorge una domanda spontanea: come fanno a riportarmi in totale 1010 euro se sul mercato ne sono presenti solo 1000? Semplice, si crea un “debito pubblico” di 10 euro su soldi che non esistono, che per i proprietari delle banche centrali è invece un credito. Lo stato dovrà chiedere a breve nuovamente denaro in prestito per coprire i debiti creati in maniera fittizia, denaro che nuovamente verrà erogato con interesse, creando un sistema che va fino all’infinito, un cane che si morde la coda insomma. Non a caso attualmente ogni stato ha debito pubblico e ci sono più di 60 trilioni di dollari di debito nel mondo verso nessuno, o meglio, verso i falsari proprietari delle banche centrali.
Da questo sistema nascono di conseguenza l’inflazione, le tasse e tutti quei prodotti finanziari che servono ad oscurare il più possibile questa truffa a danno delle persone. In questo modo questi proprietari bancari (Rothschild, Rockfeller e Morgan in primis) diventano i proprietari di beni e risorse primarie del pianeta tramite debiti non pagati da stati, aziende e persone, utilizzando le banche centrali a danno degli stati e le multinazionali di loro proprietà a danno delle aziende, per comprarle o distruggerle.
Questo è ciò che sta succedendo con la famigerata “globalizzazione”, grazie al gentile aiuto di politici e magistrati al loro servizio. In questo modo loro diventano i “proprietari” di beni e risorse che realmente sono necessarie per la nostra sopravvivenza.
La causa di tutto ciò è in primis la nostra ignoranza collettiva che non solo permette a loro tutto questo, ma li supporta in concetti truffaldini come tasse, debito pubblico, ecc. Quante volte ho sentito dire che il problema dell’Italia sono gli evasori fiscali; viene realmente da riderci su. Tutto questo succede a causa di una programma mondiale di disinformazione esercitata dagli apparati educativi e dai mass media in combutta con il piano di controllo planetario da parte di questa piccola cerchia di banchieri. Avete mai sentito parlare di signoraggio in televisione, a scuola o all’università? E’ un fenomeno veramente raro.
Adesso arriviamo al punto! Come uscire dalla dipendenza della moneta?
Non possiamo uscirci individualmente. La base di ogni economia è l’interdipendenza dell’essere umano nello scambio di beni e servizi necessari per il nostro approvvigionamento e vivere quotidiano.
Questo non significa che bisogna aspettare che siano le istituzioni o un partito politico a farci uscire, anche perché potremmo probabilmente aspettare un cambiamento che non arriva mai fino a chiudere definitivamente i nostri occhi. E’ necessario un gruppo di persone con lo stesso intento, con la stessa idea di vita più sostenibile ed armonica con la natura che ci circonda.
E’ stato creato un sistema che porta le persone al sentirsi separate le une dalle altre, separate dagli animali, dagli alberi, dalle forme di vita che abitano come noi in questo pianeta. Attualmente ci ritroviamo a vivere in una società che trasforma il futile in indispensabile e l’indispensabile in futile. Adesso è più importante far crescere il PIL di un paese che salvaguardare l’acqua, la terra e le foreste che ci forniscono ciò che realmente abbiamo bisogno per vivere.
La gente viene portata fin dall’istruzione primaria lontana da se stessa attraverso un protocollo di regole societarie, fino ad essere schiave di questo sistema creato dalle stesse persone che controllano il denaro e che a loro volta sono vittime di se stesse, ovvero di una vita dominata dalla paura e dalla mancanza, forse non materiale ma sicuramente esistenziale.
Uscire da questo gioco è facile e difficile allo stesso tempo. Facile dal punto di vista strutturale: è necessario trovare un gruppo di persone che la vede come te e che vuole crearsi una realtà sostenibile ed armonica, in cui i beni primari alimentari ed energetici vengono prodotti in maniera indipendente dal sistema, scambiando tali beni e servizi con un mezzo di semplificazione equo e sostenibile per tutti, riportando il denaro o cosa per esso al proprio significato originario: un semplice mezzo per facilitare lo scambio. Con le persone giuste e un po' di sano e divertente lavoro è un obbiettivo non difficilmente raggiungibile a livello di piccoli gruppi.
Ci sono molti eco-villaggi ad esempio che stanno pian piano dirigendosi verso questa realtà.
Difficile a livello umano, almeno per lo stato di consapevolezza attuale dell’essere umano. Le relazioni umane sono spesso difficili in ambienti societari convenzionali come in eco-villaggi con un’idea di sostenibilità più ampia.
Forse è nella natura dell’essere umano trovare l’armonia tramite il conflitto, ma spesso molti bei progetti “falliscono” miseramente proprio a causa dei conflitti che si instaurano fra le persone: gelosia, mancanza di riconoscenza, potere, ecc.
(ndr - L'unica possibilità di riuscita è quella di essere Cristiani nati di nuovo e guidati dallo Spirito Santo)
Tornando al tema denaro come mezzo di scambio, condivido con voi cinque principi fondamentali che ho appreso nella mia esperienza di vita, che forse possono in qualche modo aiutarvi:
1. Il denaro è energia, è una semplice forma di scambio energetico come il baratto e l’amore, non è un qualcosa di statico e solido che puoi ottenere solo mediante i metodi convenzionali offerti dalla società, come ad esempio la propria attività lavorativa. Esso può arrivare in qualsiasi sorprendente occasione attraverso le più disparate possibilità.
2. Quando sei sicuro che devi fare una cosa, il denaro necessario o la situazione ideale per farla arriva sempre. La vita va oltre il concetto del denaro o di una valuta che funge per esso.
3. Non usare il denaro come una scusa per non fare una cosa, se quella cosa la vuoi fare veramente, la fai. Anche la creatività dell’essere umano va oltre il concetto del denaro.
4. Sei tu la sorgente del denaro, è difficile da spiegare, ma basta questo per comprendere che esso non può essere un problema, ma un’altra forma di abbondanza.
5. In ogni caso, se proprio il denaro non fa per te ricorda che ci sono altre forme di scambio come il baratto e l’amore. Per baratto non s’intende solo lo scambio di beni ma anche di servizi, come il lavoro appunto.
L’amore invece è tutta un’altra storia, ad esempio: quando un tuo caro è in ospedale non ti passa neanche per la mente di chiedergli del denaro per assisterlo giorno e notte, ecco questo è amore. Se per qualsiasi ragione tu fossi impossibilitato nell’assisterlo e il tuo caro avesse solo te come persona cara, è normale che dovresti pagare qualcuno che lo assista. Come cambiano velocemente le cose quando c’è o non c’è l’amore. Se ogni persona facesse ciò che ama non esisterebbe più il denaro, ma solo l’amore.
Per ora vedere un mondo che si scambia amore può apparire un sogno, ma tornando al denaro, per ora sognare non “costa” niente… e forse se ti guardi attorno riesci già vedere lo scambio di amore in tutto ciò che c’è, anche nell’apparente dramma, nell’apparente negativo. E’ proprio questo il bello della vita, e per questo vale la pena viverla: è al di sopra di ogni concetto mentale, incluso quello di un “me” e un “te”.
(Estratto da: dionidream.com)
giovedì 10 marzo 2011
Tremonti ad AnnoZero: la crisi globale, l'Italia e le banche
Etichette:
AnnoZero,
Crisi economica,
Economia,
Politica
domenica 16 gennaio 2011
Il mercato globale è il vero nemico?
Bisogna lavorare per l'autosufficenza dei popoli.
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" RIPUDIO OGNI SINDACATO, CGIL, CISL, UIL, CONFSAL, RDB, CUB...
SIAMO SOLI. NON C’E’ PIU’ NESSUNO LA’ FUORI A DIFENDERCI. SIAMO SOLI, PERCHE’…
I POTERI FINANZIARI DI UNIONE EUROPEA E STATI UNITI CI STANNO DISTRUGGENDO IL FUTURO DEL LAVORO COME NON POTETE IMMAGINARE.
ESSI HANNO SOTTRATTO ALL’ITALIA… 457 MILIARDI DI EURO IN 2 ANNI…
… PIU’ DI 20 FINANZIARIE SPARITE DAL TUO STIPENDIO E DAI TUOI SERVIZI ESSENZIALI… IN 2 ANNI. MENTRE NOI PER MILLE EURO IN BUSTA PAGA DOBBIAMO SUPPLICARE…O MORIRE.
IL RADICALISMO DEI DIRITTI DI CHI LAVORA E’ L’UNICA ARMA RIMASTACI. SENZA, SIAMO FINITI.
IL POTERE LO SAPEVA, E NEL 1975 LA COMMISSIONE TRILATERALE DI STATI UNITI, EUROPA E GIAPPONE SANCI’ LA MORTE DEL RADICALISMO E DEL LAVORO, CON QUESTE PAROLE: “Quando esso perde forza, diminuisce il potere dei sindacati di ottenere risultati. La concertazione produce disaffezione da parte dei lavoratori, che non si riconoscono in quel processo burocratico e tendono a distanziarsene, e questo significa che più i sindacati accettano la concertazione più diventano deboli e meno capaci di mobilitare i lavoratori, e di metter pressione sui governi”… ERA IL 1975.
I SINDACATI CI SONO CASCATI.
CI HANNO PRECARIZZATO IL LAVORO. IL LAVORO E’ COME I TUOI GLOBULI BIANCHI, SENZA NON VIVI. HANNO PRECARIZZATO I TUOI GLOBULI BIANCHI…
HANNO RESO PLAUSIBILE L’INIMMAGINABILE.
IL PIANO PER LA DISTRUZIONE DEL LAVORO DI NOI CITTADINI PARTI’ 70 ANNI FA IN FRANCIA E GERMANIA.
I MANDANTI: LA GRANDE FINANZA SPECULATIVA E LA GRANDE INDUSTRIA.
LE ARMI: L’ECONOMIA, L’UNIONE EUROPEA DEI TECNOCRATI, E OGGI IL DISASTRO DELL’EURO.
LA CRISI ECONOMICA 2007-2010 E’ USATA COME STRUMENTO PER UNA…
COMPRESSIONE DEI SALARI… SENZA PRECEDENTI IN 50 ANNI.
STA ACCADENDO IN GRECIA E IRLANDA, ACCADRA’ QUI. STANNO CREANDO…
SACCHE DI LAVORO ALLA CINESE IN EUROPA, E LO HANNO PIANIFICATO NEI DETTAGLI, PER PROFITTO.
GLI OPERAI SONO DESTINATI A SCOMPARIRE, MARCHIONNE LO SA BENISSIMO, IN KOREA NON C’E’ PIU’ L’ILLUMINAZIONE NEGLI STABILIMENTI AUTO, PERCHE’ NON CI SONO PIU’ ESSERI UMANI CHE VI LAVORANO. SOLO ROBOT…
OPERAI, SIETE CONDANNATI. LORO LO SANNO.
DOVETE APRIRE GLI OCCHI, CAPIRE COSA VI STA SUCCEDENDO, ED ESSERE RADICALI NELL’OPPOSIZIONE A QUESTO ATTACCO AL LAVORO…
CHE E’ IL VERO ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA.
CHIEDEREMO IL RADICALISMO DEI DIRITTI FINO ALLA FINE DELLA NOSTRA VITA. CIOE’:
LAVORO E SALARIO DI DIGNITA’ COME DIRITTTO UMANO IMPRESCINDIBILE DI TUTTI, SOSTENUTO DA UN PROGRAMMA GOVERNATIVO DI PIENA OCCUPAZIONE IN COLLABORAZIONE COL SETTORE PRIVATO.
LA PIENA OCCUPAZIONE E’ POSSIBILE (economisti WRAY, KELTON, MOSLER, MITCHELL).
LA FLESSIBILITA’ SOLO COME OPTIONAL SCELTO DAL LAVORATORE, MAI IMPOSTA.
SANITA’, ISTRUZIONE, ACQUA, LUCE, GAS, AMBIENTE, SERVIZI SOCIALI, DIRITTO ALLA CASA, PUBBLICA INFORMAZIONE SONO BENI INTOCCABILI DA QUALSIASI INTERESSE PRIVATISTICO.
IL DIRITTO DI SFIDUCIARE COL VOTO L’INTERA CLASSE POLITICA ESISTENTE CON, NELLE SCHEDE, IL RIQUADRO “NESSUNO DI QUESTI” CHE SE MARCATO DAGLI ELETTORI VENGA POI CONTEGGIATO COME SEGGI VUOTI IN PARLAMENTO.
MA SOPRATTUTTO:IL RITORNO DELLO STATO ALLA SUA UNICA FUNZIONE LEGITTIMA… CHE E’ DI SPENDERE A DEFICIT PER CREARE LA PIENA OCCUPAZIONE E IL PIENO STATO SOCIALE.
CIO’ E’ PERFETTAMENTE POSSIBILE, LO E’ STATO PER 40 ANNI, NON CE LI HANNO MAI CONCESSI SOLO PER MOTIVI IDEOLOGICI (lo testimoniano il Nobel P. SAMUELSON, con WRAY, KELTON, MOSLER, MITCHELL, PARGUEZ).
PER OTTENERE QUESTO DOBBIAMO ABBANDONARE L’EURO CHE FU PENSATO GIA’ NEL 1943 UNICAMENTE PER PARALIZZARE GLI STATI SOCIALI. STA ACCADENDO.
OFFRIREMO, IN CAMBIO, UNA NUOVA ETICA DEL LAVORO IN ITALIA, DOVE CIASCUNO FARA’ CIO’ CHE DEVE FARE AL MASSIMO DEL SUO IMPEGNO, SEMPRE.
NON ESISTE ALTRA SPERANZA DI SALVARCI DAL PIANO DI DISTRUZIONE DEL LAVORO CHE PARIGI, BERLINO E WALL STREET STANNO COMPLETANDO.
PUO’ SALVARCI SOLO IL RADICALISMO DEI DIRITTI DI CHI LAVORA.
ORGANIZZATEVI E DISTRIBUITE QUESTE PAROLE A TUTTI I LAVORATORI CHE CONOSCETE, NELLE FABBRICHE, UFFICI, CAMPAGNE, LUOGHI DI COMMERCIO, E NELLE SCUOLE E UNIVERSITA’, A TAPPETO.
QUESTE PAGINE SONO LA TUA NUOVA TESSERA SINDACALE. "
Tratto da: Paolo Barnard, Il più grande crimine
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| Paul Barnard |
SIAMO SOLI. NON C’E’ PIU’ NESSUNO LA’ FUORI A DIFENDERCI. SIAMO SOLI, PERCHE’…
I POTERI FINANZIARI DI UNIONE EUROPEA E STATI UNITI CI STANNO DISTRUGGENDO IL FUTURO DEL LAVORO COME NON POTETE IMMAGINARE.
ESSI HANNO SOTTRATTO ALL’ITALIA… 457 MILIARDI DI EURO IN 2 ANNI…
… PIU’ DI 20 FINANZIARIE SPARITE DAL TUO STIPENDIO E DAI TUOI SERVIZI ESSENZIALI… IN 2 ANNI. MENTRE NOI PER MILLE EURO IN BUSTA PAGA DOBBIAMO SUPPLICARE…O MORIRE.
IL RADICALISMO DEI DIRITTI DI CHI LAVORA E’ L’UNICA ARMA RIMASTACI. SENZA, SIAMO FINITI.
IL POTERE LO SAPEVA, E NEL 1975 LA COMMISSIONE TRILATERALE DI STATI UNITI, EUROPA E GIAPPONE SANCI’ LA MORTE DEL RADICALISMO E DEL LAVORO, CON QUESTE PAROLE: “Quando esso perde forza, diminuisce il potere dei sindacati di ottenere risultati. La concertazione produce disaffezione da parte dei lavoratori, che non si riconoscono in quel processo burocratico e tendono a distanziarsene, e questo significa che più i sindacati accettano la concertazione più diventano deboli e meno capaci di mobilitare i lavoratori, e di metter pressione sui governi”… ERA IL 1975.
I SINDACATI CI SONO CASCATI.
CI HANNO PRECARIZZATO IL LAVORO. IL LAVORO E’ COME I TUOI GLOBULI BIANCHI, SENZA NON VIVI. HANNO PRECARIZZATO I TUOI GLOBULI BIANCHI…
HANNO RESO PLAUSIBILE L’INIMMAGINABILE.
IL PIANO PER LA DISTRUZIONE DEL LAVORO DI NOI CITTADINI PARTI’ 70 ANNI FA IN FRANCIA E GERMANIA.
I MANDANTI: LA GRANDE FINANZA SPECULATIVA E LA GRANDE INDUSTRIA.
LE ARMI: L’ECONOMIA, L’UNIONE EUROPEA DEI TECNOCRATI, E OGGI IL DISASTRO DELL’EURO.
LA CRISI ECONOMICA 2007-2010 E’ USATA COME STRUMENTO PER UNA…
COMPRESSIONE DEI SALARI… SENZA PRECEDENTI IN 50 ANNI.
STA ACCADENDO IN GRECIA E IRLANDA, ACCADRA’ QUI. STANNO CREANDO…
SACCHE DI LAVORO ALLA CINESE IN EUROPA, E LO HANNO PIANIFICATO NEI DETTAGLI, PER PROFITTO.
GLI OPERAI SONO DESTINATI A SCOMPARIRE, MARCHIONNE LO SA BENISSIMO, IN KOREA NON C’E’ PIU’ L’ILLUMINAZIONE NEGLI STABILIMENTI AUTO, PERCHE’ NON CI SONO PIU’ ESSERI UMANI CHE VI LAVORANO. SOLO ROBOT…
OPERAI, SIETE CONDANNATI. LORO LO SANNO.
DOVETE APRIRE GLI OCCHI, CAPIRE COSA VI STA SUCCEDENDO, ED ESSERE RADICALI NELL’OPPOSIZIONE A QUESTO ATTACCO AL LAVORO…
CHE E’ IL VERO ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA.
CHIEDEREMO IL RADICALISMO DEI DIRITTI FINO ALLA FINE DELLA NOSTRA VITA. CIOE’:
LAVORO E SALARIO DI DIGNITA’ COME DIRITTTO UMANO IMPRESCINDIBILE DI TUTTI, SOSTENUTO DA UN PROGRAMMA GOVERNATIVO DI PIENA OCCUPAZIONE IN COLLABORAZIONE COL SETTORE PRIVATO.
LA PIENA OCCUPAZIONE E’ POSSIBILE (economisti WRAY, KELTON, MOSLER, MITCHELL).
LA FLESSIBILITA’ SOLO COME OPTIONAL SCELTO DAL LAVORATORE, MAI IMPOSTA.
SANITA’, ISTRUZIONE, ACQUA, LUCE, GAS, AMBIENTE, SERVIZI SOCIALI, DIRITTO ALLA CASA, PUBBLICA INFORMAZIONE SONO BENI INTOCCABILI DA QUALSIASI INTERESSE PRIVATISTICO.
IL DIRITTO DI SFIDUCIARE COL VOTO L’INTERA CLASSE POLITICA ESISTENTE CON, NELLE SCHEDE, IL RIQUADRO “NESSUNO DI QUESTI” CHE SE MARCATO DAGLI ELETTORI VENGA POI CONTEGGIATO COME SEGGI VUOTI IN PARLAMENTO.
MA SOPRATTUTTO:IL RITORNO DELLO STATO ALLA SUA UNICA FUNZIONE LEGITTIMA… CHE E’ DI SPENDERE A DEFICIT PER CREARE LA PIENA OCCUPAZIONE E IL PIENO STATO SOCIALE.
CIO’ E’ PERFETTAMENTE POSSIBILE, LO E’ STATO PER 40 ANNI, NON CE LI HANNO MAI CONCESSI SOLO PER MOTIVI IDEOLOGICI (lo testimoniano il Nobel P. SAMUELSON, con WRAY, KELTON, MOSLER, MITCHELL, PARGUEZ).
PER OTTENERE QUESTO DOBBIAMO ABBANDONARE L’EURO CHE FU PENSATO GIA’ NEL 1943 UNICAMENTE PER PARALIZZARE GLI STATI SOCIALI. STA ACCADENDO.
OFFRIREMO, IN CAMBIO, UNA NUOVA ETICA DEL LAVORO IN ITALIA, DOVE CIASCUNO FARA’ CIO’ CHE DEVE FARE AL MASSIMO DEL SUO IMPEGNO, SEMPRE.
NON ESISTE ALTRA SPERANZA DI SALVARCI DAL PIANO DI DISTRUZIONE DEL LAVORO CHE PARIGI, BERLINO E WALL STREET STANNO COMPLETANDO.
PUO’ SALVARCI SOLO IL RADICALISMO DEI DIRITTI DI CHI LAVORA.
ORGANIZZATEVI E DISTRIBUITE QUESTE PAROLE A TUTTI I LAVORATORI CHE CONOSCETE, NELLE FABBRICHE, UFFICI, CAMPAGNE, LUOGHI DI COMMERCIO, E NELLE SCUOLE E UNIVERSITA’, A TAPPETO.
QUESTE PAGINE SONO LA TUA NUOVA TESSERA SINDACALE. "
Tratto da: Paolo Barnard, Il più grande crimine
martedì 5 ottobre 2010
Gli USA e la Cina
Gli Stati Uniti, non potendo contrastare l'emergente predominio economico-commerciale cinese, e per non tradire la loro stessa natura di patria del capitalismo liberale, non trovano altro da fare che contestare la Cina sul piano della politica monetaria. In verità, l'emergente supremazia economica cinese sta mettendo in profonda crisi il modello americano di capitalismo, e la filosofia che lo sorregge. E' una lotta ad armi pari, sul piano economico, tra USA e Cina che, di fatto, sta portando alla luce l'illegittimità dell'intero arsenale. Gli americani non possono appoggiare e giustificare la libera circolazione delle merci e la competizione sui mercati solo quando fa loro comodo, dovrebbero accettare le dure leggi del capitalismo anche quando sono loro a subirne le conseguenze negative. Altrimenti che lo dicano chiaramente che il loro capitalismo ha fallito e che modifichino ufficialmente il loro modello di società. ---------------------------------------------------------------------------------------
PARLANDO DI CINAdi Paul Krugman
Pubblicato il 30 settembre 2010
Varie persone serie sono state sconvolte dalla votazione di mercoledì scorso alla Camera dei Rappresentanti, dove una vasta maggioranza bipartisan ha approvato una legge, sponsorizzata dal rappresentante Sander Levin, che aprirebbe potenzialmente la strada per le sanzioni contro la Cina per la sua politica monetaria. E ' un dato di merito, il disegno di legge è stato molto mite. Tuttavia, ci sono stati avvertimenti di guerra commerciale e perturbazioni economiche globali. Meglio, ha detto un parere rispettabile, perseguire una tranquilla diplomazia.
Ma queste persone serie, che hanno sbagliato tante cose da quando è cominciata la crisi - ricordate come i deficit di bilancio stavano per portare a tassi di interesse alle stelle e all'impennata dell'inflazione? - si sono sbagliati anche su questo tema. La diplomazia perseguita riguardo la valuta cinese non ha portato da nessuna parte, e continuerà a non portare da nessuna parte se non sostenuta dalla minaccia di ritorsioni. Il clamore sulla guerra commerciale è ingiustificato - e, comunque, ci sono cose peggiori dei conflitti commerciali. In un periodo di disoccupazione di massa, aggravata dalla politica monetaria predatoria della Cina, la possibilità di nuove tariffe deve essere fino in fondo nella nostra lista di preoccupazioni.
Facciamo un passo indietro e diamo un'occhiata allo stato attuale del mondo.
Le maggiori economie avanzate sono ancora sotto gli effetti della bolla immobiliare scoppiata e della crisi finanziaria che ne è seguita. La spesa dei consumatori si è depressa e l'espansione delle imprese è inutile se non vendono abbastanza per usare la capacità che hanno. La recessione può essere ufficialmente conclusa, ma la disoccupazione è molto alta e non mostra alcun segno di tornare a livelli normali.
La situazione è ben diversa, tuttavia, nelle economie emergenti. Queste economie hanno resistito alla tempesta economica, stanno combattendo l'inflazione piuttosto che la deflazione, e offrono abbondanti opportunità di investimento. Naturalmente, il capitale dalle nazioni ricche, seppur depresse, scorre nella loro direzione. E le nazioni emergenti potrebbero e dovrebbero svolgere un ruolo importante per aiutare l'economia mondiale nel suo difficile compito di uscire dalla crisi.
Ma la Cina, la più grande di queste economie emergenti, non permette che questo processo naturale si sviluppi. Le restrizioni agli investimenti stranieri limitano il flusso di fondi privati in Cina. Nel frattempo, il governo cinese sta mantenendo il valore della sua moneta, il renminbi, artificialmente basso, con l'acquisto di enormi quantità di valuta estera, di fatto sovvenzionando le proprie esportazioni. E queste esportazioni sovvenzionate stanno danneggiando l'occupazione nel resto del mondo.
I funzionari cinesi difendono questa politica con argomenti poco plausibili e selvaggiamente incoerenti.
Negano che stiano volutamente manipolando il tasso di cambio; suppongo che la fatina dei denti abbia acquistato 2.400 miliardi di dollari in valuta estera e li abbia messi sotto i loro cuscini mentre stavano dormendo. In ogni caso, dicono eminenti figure cinesi, ciò non importa, il renminbi non ha nulla a che fare col surplus commerciale della Cina. Eppure solo questa settimana il premier cinese singhiozzava di fronte alla prospettiva di una moneta più forte, dichiarando: "Noi non possiamo immaginare come molte fabbriche cinesi andranno in bancarotta, un gran numero di lavoratori cinesi perderanno il lavoro." Beh, o la questione del valore del renminbi è importante o non lo è - non possono avere entrambe le cose.
Nel frattempo, riguardo la diplomazia: il governo cinese non ha mostrato alcun accenno di disponibilità e sembra uscire dalla sua consueta modalità di ostentare disprezzo per i negoziatori statunitensi. Nel mese di giugno, i cinesi, di fatto sembravano aver accettato di permettere alla loro valuta di muoversi verso un tasso di mercato determinato - che, se l'esempio di economie come il Brasile danno qualche alcuna indicazione, avrebbe comportato un netto aumento del valore del renminbi. Ma, appena giovedì, la moneta cinese era salita circa solo il 2 per cento contro il dollaro - con la maggior parte di tale aumento svoltosi proprio nelle ultime settimane, chiaramente in vista della votazione sul disegno di legge Levin.
Allora, quale sarà la sorte del disegno di legge? Esso autorizza funzionari degli Stati Uniti ad imporre dazi contro le esportazioni cinesi sovvenzionate da un renminbi artificialmente basso, ma non richiede a questi funzionari di intervenire. E a giudicare dalle esperienze passate, i funzionari degli Stati Uniti, presumibilmente, non agiranno - continueranno a cercare scuse, a vantare progressi diplomatici immaginari, e, in generale, a confermare la convinzione della Cina che costoro siano delle tigri di carta.
Il progetto di legge Levin è, quindi, un segnale al meglio - ed è almeno quanto un colpo scoccato dall'arco dei funzionari statunitensi, in quanto è un segnale per i cinesi. Ma principalmente è un passo nella giusta direzione.
Per la verità i politici statunitensi sono stati incredibilmente, esasperatamente passivi di fronte al cattivo comportamento della Cina - soprattutto perché trattare con la Cina è una delle poche opzioni di politica, a disposizione dell'amministrazione Obama, per affrontare la disoccupazione, dato l'ostruzionismo repubblicano su tutto il resto. Il disegno di legge Levin probabilmente non cambierà quella passività. Ma potrà, almeno, iniziare ad accendere un fuoco sotto le sedie dei decisori politici, avvicinando così il giorno in cui, finalmente, saranno pronti ad agire.
Fonte: krugman.blogs.nytimes.com
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